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IL RICHIAMO DELLE SIRENE

Ho portato Bibo al mare, a Giugno.

Il mare a Giugno non lo vivevo da quando ero una ragazzina, eoni fa, in pratica. Da quando la nonna mi portava al mare in Liguria. Tutti gli anni nello stesso paesino, nella stessa pensione, nello stesso bagno. Cambiava forse la fila degli ombrelloni, ma tant’è. Tonino il bagnino cretino, sì, lo chiamavano proprio così dagli altoparlanti – pensate l’autostima – lui era sempre al suo posto. Anno dopo anno.

Fino a che non ho deciso che ero troppo grande per le vacanze con la nonna, o forse fino a che gli impegni della scuola non si sono imposti, ed era giunto il momento di vivere il mare diversamente, con le mie amiche.

Basta Liguria, avanti con la Riviera Romagnola.

Focaccia, gelato, ciliegie a merenda e odiose spazzolate tra i capelli salmastri sono stati sostituiti da notti in macchina e partenze all’ultimo minuto. Tende troppo piccole in campeggi troppo affollati ma tanto, chi ci ha mai dormito?

Spiedini di pesce e piadine ad orari improponibili, con ancora il sole ed il sale sulla pelle. Happy hour infiniti, risate, infradito, amori impossibili, amori travolgenti, lacrime, gavettoni, il profumo delle creme solari, della menta e del lime. Gli occhi che brillavano. Ballare sulla spiaggia e poi addormentarsi sulle sdraio mangiati dalle zanzare e inzuppati dalla guazza.

E adesso?

Dove sono finite quelle estati lì?

Quando avevamo il mondo in pugno e Settembre era lontano, oltre l’orizzonte, oltre il tempo di un’altra canzone, da cantare a squarciagola e con il friccico nel còre.

Adesso la prospettiva è decisamente cambiata.

Il mare è una ruota che gira. un movimento continuo di onde che hanno riportato sulla battigia secchiello, palette e formine. Via, svelti, fate sparire quei Mohjito.

Adesso il mare è diventato un tempo nuovo che scorre nei gesti del mio bimbo. Nella sua sorpresa davanti alle onde. Nelle corse verso la riva, attratto dal richiamo delle sirene che già una volta hanno cantato per la sua mamma.

Buon mare, Bibo mio.

Buona Estate. Per questa e per tutte quelle che verranno.


            

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33, GLI ANNI DI PAPO

E finalmente ieri, domenica 9 Febbraio, dopo più o meno 3.467 giorni di pioggia ininterrotta, roba che da Seattle stavano per mandare dei canotti di rinforzo, ad un attimo dallo sviluppo delle branchie, è tornato a splendere il sole anche sulle nostre umide testoline. Amato, invocato, bellissimo sole – se non fosse che chiunque passi di qui in una giornata come quella di ieri non ci metta più di tanto a rendersi conto che le finestre di casa nostra non sanno più cosa sia il Vetril. Pace. Lascio ad altri le case immacolate da manuale, qui noi ci sporchiamo e ci impolveriamo, ma sempre con amore.

Complice Bibo che, sette giorni su sette, alle sei precise, decide sempre in maniera molto poco democratica che bisogna scendere da letto, a casa Gombi ieri mattina, per le nove, si era già dato una sistemata al caos cosmico che si ammucchia in ogni dove dal lunedì al venerdì, con picchi di indecenza al sabato, messo in moto una doppietta di lavatrici e cucinato verdurine, riso stracotto ed altre interessanti, quanto insipide, prelibatezze per il menù della settimana a venire. Che, ve lo avevo detto vero?! Il mio ometto grande ormai mangia le pappine eh (sospirone…) altroché la frutta. Quella va bene giusto per tappare un buchino tra una tigella al lardo e una mangiatina di stinco, AKA lo svezzamento all’emiliana. Mica storie.

E in tutta questa brulicante attività mattutina, dove sarà finito Papo, vi starete chiedendo.

A letto.

Ma come a letto, ancora?!Miracolo!

No no, niente miracoli, che qui non se ne vedono e non se ne aspettano.

Vi faccio un veloce flash back.

Casa Gombi, interno, sera.

“Amore, come vorresti festeggiare il tuo compleanno?!Eh?!Eh?!Eh?!?”
Chiede lei, che ancora per i compleanni ha la passione e il luccichio negli occhi di una bimba di cinque anni.
“Dormendo.”
Risponde lui, che probabilmente deve aver bene o male realizzato che non dormirà una notte intera fino a che Bibo non compirà cinque anni.

Ecco risolto l’arcano, é il compleanno di Papo!!!

E allora auguri Papone adorato!!! 33 anche tu, mi hai raggiunta!!!

Questo, ve lo devo dire, sarà sempre un giorno un po’ speciale per noi, perché proprio un anno fa abbiamo abbiamo annunciato l’arrivo di Bibo a tutti gli amici. E sembra una vita fa. In fondo lo è proprio, una vita fa, quando la storia di noi due è diventata la storia di noi tre, dei Gombi. Accidenti quante emozioni. Ho la lacrimuccia facile, e non posso nemmeno più dare la colpa agli ormoni, ahimè. Sniff sniff. Sento ancora il boato di gioia che ha fatto tremare le finestre. Mi basta chiudere gli occhi e rivedo tutte le facce stupite, sorridenti, complici (perché qualcuno sapeva ma sssssssht, acqua in bocca!!!) qualcuno con un punto interrogativo stampato in fronte, altri che, ignari, hanno continuato a sgranocchiare cibo, per poi rimanere interdetti con un crostino a mezz’aria realizzando che tutti li stavano fissando. Sì Manuel, parlo proprio di te!  Che ridere. Che bello. Che bomba di belle sensazioni. Rifarei tutto. Tutto.

Ancora grazie, amici belli, siete le colonne della nostra vita.

E di nuovo buon compleanno, amore mio. Dormi sereno, ci pensa la mamma.

PS: Non penserete mica che la giornata sia stata tutta lavatrici e dormitone vero?!?No perché, vanno bene pantofole e famiglia eh, ma a sera ci siamo fatti un aperitivo meraviglioso, a base di biberon e bollicine, con un Bibo in super forma, vestito in coordinato con Papo (che ancora mi scappa da ridere per quanto erano belli e felici ieri i mie due amori) e con gli amici sempre pronti per un brindisi insieme!!! Cin cin ragazzi, grazie a tutti, mamma è rientrata a casa brilla come una pigna – e non succedeva da mesi e mesi. Olè! Hic! In alto i calici!!! Auguri Papo!!!

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