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PANE E BURRO

Cosa vi viene in mente se vi dico “Pane e Burro”?! Un locale supertrend dove fare un apericena (che è una di quelle cose che ci porteranno all’estinzione e ce lo saremo pure meritati) oppure, un pomeriggio a caso della vostra infanzia, con un adulto che vi preparava amorevolmente la merenda?

Io penso alla merenda. Penso alla mia mamma, alla mia nonna, penso a manimai ferme che tagliano, imburrano e poi, con un movimento quasi magico, aggiungono un pochino di zucchero come coccola finale. Et voilà, la merenda è servita.

Ecco, io ve lo devo dire, per Bibo mi auguro cose buone e semplici come quelle merende lì, quei ricordi lì, che non sai nemmeno tu di avere in testa (o forse nel cuore) ma che arrivano a bussare alla tua porta alla domenica sera, mentre la casa è in silenzio e dormono già tutti nel lettone. Tutti tranne te, che rimani sveglia, un po’ tesa, un po’ impaziente, molto emozionata, ad aspettare che il tuo primo pane a lievitazione naturale sia pronto per essere infornato. Diciamola tutta, il tuo primo pane in assoluto. Tra un occhio a Grey’s Anatomy ed una coccola al gatto. L’unico rimasto a farti compagnia.

Era da un pochino che corteggiavo il pane fatto in casa, sbirciando le macchine del pane a casa degli amici, curiosando tra i blog di cucina, tentennando tra un se ed un ma, saltellando sulle alternative tra pasta madre, lieviti chimici per la serie mi piace vincere facile e il cremor tartaro (che io immagino un po’ baffuto, alla Gengis Khan, voi no?).

Tergiversavo tra i soliti “non ce la posso fare”, “troppo impegno”, “pare di avere un altro figlio in casa”. What?! Un altro figlio?! Non scherziamo. Non ho tempo.

E poi la spinta, la scelta più naturale. La pasta madre. O meglio, il PASTA MADRE DAY 2015, festeggiato al TOMA & TOMI di Carpi (MO) due domeniche fa, il 15 Marzo, ed in contemporanea in tutta Italia.

Una giornata bellissima, ricca, stimolante e anche un pochino British. Sì, perché super ospite della giornata era la mia adorata Antonella Gigante, dritta dritta da Cambridge (con tappa milanese per il compleanno di Alice, di cui si parla anche qui) per presentare il suo libro, Romeo & Julienne. E già abbracciare di nuovo Antonella era un motivo sufficiente no? Ma tanto per strafare al T&T c’era anche Daniela Albertini, donna dalle mani in pasta che ci ha regalato non solo la propria esperienza, ma anche piccoli vasetti di pasta madre. Da portare a casa. Ci credereste mai? Un vero e proprio “spaccio” di gesti, amore per le cose buone e lente, speranze e vita.

Utilizzare la pasta madre, fare il pane, per come la vedo io, è un po’ come impastare la vita, mettendoci dentro qualcosa di noi ed attingendo allo stesso tempo dalle energie ancestrali che fanno girare il mondo.

Gianni Rodari lo dice indubbiamente meglio di me.

S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane così grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole, dorato, profumato come le viole.

Un pane così verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì i poveri, i bambini, i vecchietti e gli uccellini. Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia.

Uff. Mi gira un po’ la testa. Un sacco di emozioni in movimento, questa pasta madre!

Lasciatemelo dire, oggi fare colazione con pane fresco, burro e marmellata non mi è mai sembrato così bello. E così buono!

Papo e Bibo, se ve lo stavate chiedendo, hanno fatto il bis.

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LIBERIAMO UNA RICETTA: BISCOTTI DI FECOLA (del mio nonno)

Per prima cosa un grazie, il millesimo della settimana, a Camilla, La Ragazza, che ha pensato a me e mi ha invitato a partecipare a questa bella iniziativa.
Sapeva di andare sul sicuro, perché adoro cucinare, ed eccoci qui io ed il mio blogghettino piccino picció. Ci proviamo.

Vi propongo una ricetta del cuore, una ricetta semplice, di quelle di famiglia, di quelle che vengono bene anche a chi, in cucina, ha la stessa familiarità che ho io con il cambio dell’olio del motore. E povera la mia macchinina. Chissà cosa ne sarebbe di lei se non ci fosse Papo.

Ma torniamo a noi, la mia ricetta, che poi era di mio nonno, é quella dei biscotti di fecola, e questi sono gli ingredienti:
250gr di fecola di patate
250gr di farina (ai tempo di mio nonno la farina era farina e basta)
200gr di zucchero (che ridurrei a 150 visto che siamo ancora reduci dal Natale)
200gr di burro (o margarina if you go veg)
3 uova
1 bustina di cremortartaro (o altro agente lievitante per dolci a vostra discrezione)

Avete tutto?!Bene, il più é fatto.
Che, il bello dei biscotti, é che sono semplici, come un sorriso e buoni, come i nonni, come il mio, che cacciava nonna dalla cucina, mi metteva in piedi su di un panchetto per farmi arrivare al pianale di marmo del tavolo (che adesso é nella mia cucina) e via che si metteva ad impastare.
Prendete tutti gli ingredienti e amalgamateli con amore, unite un pensiero che vi faccia sorridere, un pizzico di sale, che aggiunge sempre quel certo non so che alla vita…et voilá!
Il gioco é fatto.
Fate delle palline medio piccole, mettetele ben distanziate (occhio che lievitano in cottura) sulla placca (dove vi sarete premurati di mettere un foglio di carta da forno) divertitevi a schiacciarle leggermente con i rebbi delle forchette ed avrete anche la decorazione sul biscotto. Roba da far invidia a Nigella proprio.
Infornate a forno caldo, statico, sui classici 180 gradi, fino a che i biscotti non saranno dorati.

Spero vi piacciano.

Mi manca una foto dei biscotti pronti, non durano mai abbastanza, ma vi lascio sbirciare il mio quaderno delle ricette, dove custodisco gelosamente il foglietto scritto di pugno proprio dal mio nonnone adorato. E adesso vado, mi é venuta fame, the e biscotti?!? ; )

“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non é di mia proprietà, é solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio andare liberamente per il web.”

Ah, questa iniziativa oltre ad essere bella, è anche buona, volendo, si può devolvere l’equivalente di quanto speso per il piatto al Centro Astalli di Roma. Tutte le info le trovate scritte a modino qui.

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