Archivi categoria: I Gombi in gita

ZENA, LA MUSICA E LA FOCACCIA

Vorrei fermare in questo post le immagini ed i ricordi di un weekend speciale e bellissimo.

Siamo scappati a Genova, a respirare aria nuova. 24 ore sono state sufficienti. Solo Papo ed io. Mentre Bibo a casa, si faceva straviziare dalla Nonna.

Che il mio amore per la Liguria abbia radici profonde ormai lo sapete e, nel caso in cui vi fosse sfuggito, trovate tutto qui.

Questa volta c’era anche l’incentivo di un concerto che aspettavo da tempo: Ben Harper di nuovo con gli Innocent Criminals. Mica pizza e fichi.

E niente, è stato tutto così bello e perfetto che mi sa che questa volta scriverò poche parole e vi lascerò più fotografie del solito, me lo concedete?

Per cominciare, appena arrivati al nostro B&B, che si chiama AL PICCOLO PRINCIPE e che vi consiglio caldamente nel caso in cui vogliate fare tappa a Genova, troviamo parole belle conosciute, che a me ricorderanno sempre un’amica bella e sorridente.


Dopo una doccia per lavare via la calura del viaggio siamo andati a perderci per i vicoli della città. E abbiamo passato il tempo con il naso all’insù a darci di gomito l’un l’altra per dire “Ooooh, guarda che bello!”.

Genova è sciatta e bellissima. Genova è verticale, fatta di scale e di carruggi. Di ombre. Di negozietti grandi come un camerino di H&M con focaccia e farinata da rimanerci unti tutta la vita. Una meraviglia.


  

Ho anche fatto shopping eh. 1€ speso benissimo!

E poi basta lasciarsi condurre dolcemente dalla città per arrivare al porto. E finalmente al mare.

Allora via, diamoci alla bella vita e al vinello bianco.

Poi finalmente lui. E la mia faccia ebete. E il caldo. Il vento dal mare. Le canzoni cantate al cielo con tutto il fiato che c’è.

  

Chapeau.

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IL RICHIAMO DELLE SIRENE

Ho portato Bibo al mare, a Giugno.

Il mare a Giugno non lo vivevo da quando ero una ragazzina, eoni fa, in pratica. Da quando la nonna mi portava al mare in Liguria. Tutti gli anni nello stesso paesino, nella stessa pensione, nello stesso bagno. Cambiava forse la fila degli ombrelloni, ma tant’è. Tonino il bagnino cretino, sì, lo chiamavano proprio così dagli altoparlanti – pensate l’autostima – lui era sempre al suo posto. Anno dopo anno.

Fino a che non ho deciso che ero troppo grande per le vacanze con la nonna, o forse fino a che gli impegni della scuola non si sono imposti, ed era giunto il momento di vivere il mare diversamente, con le mie amiche.

Basta Liguria, avanti con la Riviera Romagnola.

Focaccia, gelato, ciliegie a merenda e odiose spazzolate tra i capelli salmastri sono stati sostituiti da notti in macchina e partenze all’ultimo minuto. Tende troppo piccole in campeggi troppo affollati ma tanto, chi ci ha mai dormito?

Spiedini di pesce e piadine ad orari improponibili, con ancora il sole ed il sale sulla pelle. Happy hour infiniti, risate, infradito, amori impossibili, amori travolgenti, lacrime, gavettoni, il profumo delle creme solari, della menta e del lime. Gli occhi che brillavano. Ballare sulla spiaggia e poi addormentarsi sulle sdraio mangiati dalle zanzare e inzuppati dalla guazza.

E adesso?

Dove sono finite quelle estati lì?

Quando avevamo il mondo in pugno e Settembre era lontano, oltre l’orizzonte, oltre il tempo di un’altra canzone, da cantare a squarciagola e con il friccico nel còre.

Adesso la prospettiva è decisamente cambiata.

Il mare è una ruota che gira. un movimento continuo di onde che hanno riportato sulla battigia secchiello, palette e formine. Via, svelti, fate sparire quei Mohjito.

Adesso il mare è diventato un tempo nuovo che scorre nei gesti del mio bimbo. Nella sua sorpresa davanti alle onde. Nelle corse verso la riva, attratto dal richiamo delle sirene che già una volta hanno cantato per la sua mamma.

Buon mare, Bibo mio.

Buona Estate. Per questa e per tutte quelle che verranno.


            

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LA ROSSA PRIMAVERA

Ovvero, di ricorrenze e memoria storica, in Emilia.

E niente.
Ieri sera abbiamo portato Bibo a sentire le Mondine di Novi.
Adesso come ve lo spiego il groppo in gola che mi attanaglia da ieri sera?! Un misto di orgoglio, radici, futuro, lacrime, sangue, tristezza, sudore e coraggio. Non so.

Mi sono commossa nel profondo. Mi sono ritrovata a piangere quando hanno cantato la canzone dei Fratelli Cervi. Ve ne riporto un pezzettino:

“Nuvola Lampo e Tuono non c’è perdono per quella notteche gli squadristi vennero e via li portarono coi calci e le botte
Avevano un saluto e degli abbracci quello più forte
Avevano lo sguardo quello di chi va incontro alla sorte
Sette figlioli sette sette fratelli a chi li do
ci disse la Pianura questi miei figli mai li scorderò
Sette uomini sette sette ferite e sette solchi
ci disse la pianura i figli di Alcide non sono mai morti
In quella pianura da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno e in mezzo alla nebbia
ci scoprimmo commossi.”

Modena City Ramblers, “La Pianura dei Sette Fratelli”

Comunque, core de mamma frignona, ho avuto un moto di gioia immenso nel vedere Bibo dirigere il coro e ballare al ritmo di “Fischia il vento”. Ovviamente mangiando nel frattempo un crostino di pane. Germogli di multitasking.

C’erano tanti bimbi. Forse qualcuno sta piantando i semi giusti per il loro futuro. Ci spero.

Anche se non sarà proprio rossa fuoco almeno, sarà una nuova Primavera!

mondine

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A ME RICORDI IL MARE

OVVERO, DI UNA PASQUETTA PERFETTA.

Cosa fai quando per quasi una settimana il tempo è stato pessimo e la pioggia ha imperato per tutto il weekend? 

Ovvio, ti svegli a Pasquetta senza programmi, ciondoli un attimo tra colazione, Lego e divano, poi dopo il caffé organizzi una fuga dell’ultimo minuto.

Mare o monti?! Mare. Via! Partiamo che sento già l’acquolina in bocca al pensiero del fritto misto a pranzo. Bia! Come dice Bibo. Bia, andiamo!

   

    

     

Ed il mare era sempre lì, al suo posto. Onda dopo onda. 

Ed il vento ci ha spettinati.

Ed il sole ci ha riscaldati.

E abbiamo raccolto conchiglie, fatto scorta di legnetti, abbiamo scavato nella sabbia, corso, disegnato mappe del tesoro con un bastoncino.

C’erano pure gli ossi di seppia. E via di ricordi, e Montale e tornare bambini in un attimo.

Siamo rientrati stanchi morti. Felici. Con il naso rosso. Vivi. Con la pelle che profumava di felicità.

Una Pasquetta perfetta.

Grazie, Mare. A presto!

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