Archivio mensile:marzo 2016

LA ISLA BONITA

Ci sono giorni che partono male, malissimo. E mentre corro al lavoro la radio mi sfotte e passa una sempiterna Madama Ciccone dei tempi d’oro, che canta “La Isla bonita”. E io riesco solo a pensare a quanto vorrei un bel margarida. Frozen. Gigante. Come quello che ci servirono a Palm Springs quando eravamo due sposini freschi di sì e senza pensieri.

E invece niente. Nemmeno un cappuccino perché oggi è martedì e il bar preferito è chiuso per turno. Vi ho già detto che odio il martedì? Lo odio come nemmeno il lunedì.

Ci sono giorni in cui vorrei solo sfogliare i triliardi di pin che ho salvato su Pinterest, mettere mano al cassetto delle stoffe e combinare qualche pasticcio con ago e filo. O in alternativa sdraiarmi sul divano a leggere un bel libro prima che scada la data di riconsegna in biblioteca. Oppure fare un giro in centro a guardare le vetrine, che ho un impegnissimo a Giugno e ci tengo a fare la mia porca figura, ma per il momento potrei tranquillamente presenziare infilata in un sacco di juta.

Ci sono giorni in cui avrei bisogno di una pacca sulla spalla, di sentirmi dire che sto facendo un buon lavoro, che non crescerò un bambino complessato, ingestibile o mammone.

E invece do il peggio di me. Urlo. Allungo persino una sculacciata. Sento il bisogno di allontanarmi dalla stanza in cui Bibo strepita e pianta grane come sono un duenne sa fare. Mi porta al limite. Mi porta anche oltre.

Poi usciamo di casa, entriamo all’asilo e lui fa a corsa per arrivare prima di me. E sta già ridendo e scherzando.

Avrà davvero dimenticato?

Ed io? Avrò mai indietro tutte le parole che giorno dopo giorno impiego ancora e ancora e ancora per illustrargli la vita? E se le avrò indietro, mi piaceranno?

ISLA

Sì, i piedi nella foto sono i miei. Piedini felici sulle sabbie di Mauritius. Provo a fissare questa immagine per qualche minuto, magari funziona. Magari arriva il margarida.