Archivio mensile:aprile 2015

LA ROSSA PRIMAVERA

Ovvero, di ricorrenze e memoria storica, in Emilia.

E niente.
Ieri sera abbiamo portato Bibo a sentire le Mondine di Novi.
Adesso come ve lo spiego il groppo in gola che mi attanaglia da ieri sera?! Un misto di orgoglio, radici, futuro, lacrime, sangue, tristezza, sudore e coraggio. Non so.

Mi sono commossa nel profondo. Mi sono ritrovata a piangere quando hanno cantato la canzone dei Fratelli Cervi. Ve ne riporto un pezzettino:

“Nuvola Lampo e Tuono non c’è perdono per quella notteche gli squadristi vennero e via li portarono coi calci e le botte
Avevano un saluto e degli abbracci quello più forte
Avevano lo sguardo quello di chi va incontro alla sorte
Sette figlioli sette sette fratelli a chi li do
ci disse la Pianura questi miei figli mai li scorderò
Sette uomini sette sette ferite e sette solchi
ci disse la pianura i figli di Alcide non sono mai morti
In quella pianura da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno e in mezzo alla nebbia
ci scoprimmo commossi.”

Modena City Ramblers, “La Pianura dei Sette Fratelli”

Comunque, core de mamma frignona, ho avuto un moto di gioia immenso nel vedere Bibo dirigere il coro e ballare al ritmo di “Fischia il vento”. Ovviamente mangiando nel frattempo un crostino di pane. Germogli di multitasking.

C’erano tanti bimbi. Forse qualcuno sta piantando i semi giusti per il loro futuro. Ci spero.

Anche se non sarà proprio rossa fuoco almeno, sarà una nuova Primavera!

mondine

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Aspetto e spero

Aspetto.

Guardo il telefono ed aspetto che squilli.

Aspetto.

Sono qui, nel mio ufficio nuovo, con vista sul parco e luce che inonda la stanza. Avrei voluto raccontarvi di novità belle.

E invece aspetto che squilli il telefono.

Spero che diluiscano la mia ansia con buone notizie.

Spero che il nostro Pablo tiri fuori le unghie. Spero che il mio gattone buono come il pane sopravviva alla macchina che lo ha investito.

Spero che la persona responsabile di tutto questo dolore sia colta da incontinenza fecale vitalizia.

Aspetto e spero.

Che io non lo so, come sarebbe la vita a Casa Gombi, senza Pablo. Senza Pitu, come lo chiama Bibo.

Aspetto. E spero.

Pablo

A ME RICORDI IL MARE

OVVERO, DI UNA PASQUETTA PERFETTA.

Cosa fai quando per quasi una settimana il tempo è stato pessimo e la pioggia ha imperato per tutto il weekend? 

Ovvio, ti svegli a Pasquetta senza programmi, ciondoli un attimo tra colazione, Lego e divano, poi dopo il caffé organizzi una fuga dell’ultimo minuto.

Mare o monti?! Mare. Via! Partiamo che sento già l’acquolina in bocca al pensiero del fritto misto a pranzo. Bia! Come dice Bibo. Bia, andiamo!

   

    

     

Ed il mare era sempre lì, al suo posto. Onda dopo onda. 

Ed il vento ci ha spettinati.

Ed il sole ci ha riscaldati.

E abbiamo raccolto conchiglie, fatto scorta di legnetti, abbiamo scavato nella sabbia, corso, disegnato mappe del tesoro con un bastoncino.

C’erano pure gli ossi di seppia. E via di ricordi, e Montale e tornare bambini in un attimo.

Siamo rientrati stanchi morti. Felici. Con il naso rosso. Vivi. Con la pelle che profumava di felicità.

Una Pasquetta perfetta.

Grazie, Mare. A presto!

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