Archivio mensile:marzo 2015

PANE E BURRO

Cosa vi viene in mente se vi dico “Pane e Burro”?! Un locale supertrend dove fare un apericena (che è una di quelle cose che ci porteranno all’estinzione e ce lo saremo pure meritati) oppure, un pomeriggio a caso della vostra infanzia, con un adulto che vi preparava amorevolmente la merenda?

Io penso alla merenda. Penso alla mia mamma, alla mia nonna, penso a manimai ferme che tagliano, imburrano e poi, con un movimento quasi magico, aggiungono un pochino di zucchero come coccola finale. Et voilà, la merenda è servita.

Ecco, io ve lo devo dire, per Bibo mi auguro cose buone e semplici come quelle merende lì, quei ricordi lì, che non sai nemmeno tu di avere in testa (o forse nel cuore) ma che arrivano a bussare alla tua porta alla domenica sera, mentre la casa è in silenzio e dormono già tutti nel lettone. Tutti tranne te, che rimani sveglia, un po’ tesa, un po’ impaziente, molto emozionata, ad aspettare che il tuo primo pane a lievitazione naturale sia pronto per essere infornato. Diciamola tutta, il tuo primo pane in assoluto. Tra un occhio a Grey’s Anatomy ed una coccola al gatto. L’unico rimasto a farti compagnia.

Era da un pochino che corteggiavo il pane fatto in casa, sbirciando le macchine del pane a casa degli amici, curiosando tra i blog di cucina, tentennando tra un se ed un ma, saltellando sulle alternative tra pasta madre, lieviti chimici per la serie mi piace vincere facile e il cremor tartaro (che io immagino un po’ baffuto, alla Gengis Khan, voi no?).

Tergiversavo tra i soliti “non ce la posso fare”, “troppo impegno”, “pare di avere un altro figlio in casa”. What?! Un altro figlio?! Non scherziamo. Non ho tempo.

E poi la spinta, la scelta più naturale. La pasta madre. O meglio, il PASTA MADRE DAY 2015, festeggiato al TOMA & TOMI di Carpi (MO) due domeniche fa, il 15 Marzo, ed in contemporanea in tutta Italia.

Una giornata bellissima, ricca, stimolante e anche un pochino British. Sì, perché super ospite della giornata era la mia adorata Antonella Gigante, dritta dritta da Cambridge (con tappa milanese per il compleanno di Alice, di cui si parla anche qui) per presentare il suo libro, Romeo & Julienne. E già abbracciare di nuovo Antonella era un motivo sufficiente no? Ma tanto per strafare al T&T c’era anche Daniela Albertini, donna dalle mani in pasta che ci ha regalato non solo la propria esperienza, ma anche piccoli vasetti di pasta madre. Da portare a casa. Ci credereste mai? Un vero e proprio “spaccio” di gesti, amore per le cose buone e lente, speranze e vita.

Utilizzare la pasta madre, fare il pane, per come la vedo io, è un po’ come impastare la vita, mettendoci dentro qualcosa di noi ed attingendo allo stesso tempo dalle energie ancestrali che fanno girare il mondo.

Gianni Rodari lo dice indubbiamente meglio di me.

S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane così grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole, dorato, profumato come le viole.

Un pane così verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì i poveri, i bambini, i vecchietti e gli uccellini. Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia.

Uff. Mi gira un po’ la testa. Un sacco di emozioni in movimento, questa pasta madre!

Lasciatemelo dire, oggi fare colazione con pane fresco, burro e marmellata non mi è mai sembrato così bello. E così buono!

Papo e Bibo, se ve lo stavate chiedendo, hanno fatto il bis.

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ESSERE PAPO

Le risate matte.

Costruzioni di Lego fantascientifiche.

La pappa sgraffignata.

Il caffè da portare insieme alla mamma.

La spesa in Coop che diventa una roba da maschi.

Gli spruzzi nella doccia.

Le corse al water per fare la “tatta” nel water.

Le corse per il corridoio.

Un altro biscotto.

Gli scherzi.

Le parole nuove e buffe.

La complicità tutta maschile che mi taglia fuori e mi riempie il cuore.

Rientrare a casa dopo una serata con le amiche e trovarvi nel lettone a dormire nella stessa identica posizione.

Gli occhi. Brillano e si riflettono identici gli uni negli altri.

I dinosauri mangiamele.

Leggere un libro prima di fare la nanna. E poi un altro. E un altro ancora.

Una mano grande ed una piccolina che ci si incastra dentro alla perfezione.

Mille e un modo di essere padre e figlio.

Ed io, che fino a due anni fa se sentivo la parola “papà” pensavo solo “mamma”, vi guardo, e mi commuovo. E imparo un amore nuovo. E sono orgogliosa, gonfio il petto innamorata. E mi sembrate una potenza della natura. E mi sembra un miracolo poter allungare la mano e toccarvi. Sapervi miei e miei soltanto. I miei amori grandi. Anzi, grandissimi.

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