DALL’ALBA AL TRAMONTO

Ovvero: la mia giornata con Bibo.

Ore 6 (barra 7 nei giorni di grazia. E comunque mai nei fine settimana.): SVEGLIA. Via, tutti giù dal letto, facendo ben attenzione a distruggere almeno uno zigomo della mamma ed assestare un calcio rotante sotto al mento di Papo. Che se no non c’è gusto.

Ore 6:15 con variabile di mezz’ora: COLAZIONE. Vuoi i tototti? No. Vuoi il latte? No. Vuoi i pallini (detti anche cereali)? No. Vuoi la torta che abbiamo fatto ieri insieme? No. Vuoi la briciola di pane rimasta nel piatto di Papo per sbaglio? Sì. E pianto un casino se non me la date. Subito.

Ore 6:30: CAMBIO. Con ampia gamma di strilli e contorsioni. Roba che alle volte penso si sia studiato gli allenamenti di Jury Chechi e della Comaneci solo per inventare una nuova disciplina olimpionica: il salto del pannolino. Dovreste vederlo.

Dalle 7 alle 8 abbiamo un paio di tentativi di lavaggio dei denti e del muso. Bibo vieni qui che ci laviamo i denti. No. Dai, per piacere! No. E via con una sinfonia di toni più o meno dolci e simpatici fin a che il nano non viene placcato da Papo e bene o male si rende presentabile per il nido.

Ore 8:05: Bibo viene scaricato, premurosamente eh, alle Tate, sempre siano lodate. E per quattro ore la sottoscritta va a rilassarsi al lavoro.

Ore 13:20: Torno a casa e mi si accoglie con urla modello Tarzan nella jungla. NANEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEIN. NANEEEEEEEEEEEEEIIIIIIIIIIIIIN. NANEIN! (Che tradotto dal Bibese sarebbe più o meno “Per piacere Mamma mi metti a nanna che sono un po’ stanchino?)

Qui le possibilità sono multiple.

A. Decide che dormire almeno un’ora è accettabile e io riesco a pranzare.

B. Decide che posso tranquillamente saltare il pranzo, visto che mi lamento della ciccia in eccesso, e si sveglia ad intervalli regolari di 15 minuti. Precisi.

C. Decide di essere meravigliosamente magnanimo e mi regala tre ore di nanna (quasi) ininterrotta durante le quali mi aggiro per casa come una ninja tentando di portare avanti bucato, cena ed altre amenità, votandomi alle divinità del silenzio e pregando forte che il postino non suoni due volte.

Quindi il risveglio e all’incirca a metà pomeriggio abbiamo il rito della MERENDA.

Adesso, sinceramente, questo bimbo al nido è conosciuto come “La Fogna”. Ha sempre mangiato tutto. Due volte, perché non si sa mai arrivi una carestia improvvisa e ci colga impreparati. Quindi questo periodo di rifiuto del cibo mi ha messa in profonda crisi. Solo yoyo. Lo yoghurt. Non vuole altro. E che sia servito nella sua coppetta preferita o rotoleranno delle teste (leggi: la mia).

Sbrigata bene o male la faccenda della merenda, ci si dedica alla meglio parte della giornata.

IL CASINO. Ovvero, come far impazzire la mamma in modo che quando Papo rientra dal lavoro la casa e la mamma diano l’idea di essere state colpite da un ciclone con mare forza nove.

E qui il nanetto da il meglio di se.

Corre per la casa ridendo come un matto e brandendo un pennello da blush come se fosse la spada laser di giovane Padawan.

Svuota, ripetutamente, la scatola dei Lego gettando ogni singolo pezzo in remote galassie parallele dove verranno recuperate più o meno in tempo per la festa dei suoi 18 anni.

Se lo trova a portata di mano, sminuzza meticolosamente un intero pacchetto di fazzoletti di carta. E per i vari pezzettini che ne derivano vedi sopra.

Decide di riarredare il salotto a suo personale ed insindacabile giudizio, smontando tutti i cuscini del divano in combinazioni improponibili. E qui, se siamo fortunati, qualche pezzo dei Lego effettivamente viene riesumato.

Si mette a preparare la pappa con pentolini e tutto quello che trova mentre io, orgogliosa e sull’orlo delle lacrime mi informo sull’età minima per partecipare a Masterchef. Che lo so, è pronto, io ce lo vedo.

Ritorna da me con cadenza costante per reclamare un biscotto. Per poi buttarlo per terra se cedo e gliene allungo uno. Questo ogni 15 minuti.

Importuna il gatto. Cerca di dargli il tonno di plastica. Ci rimane malissimo perché la povera bestiola gira le terga e scappa fuori di casa.

Si soffia in naso sul rivestimento del divano. O sul cuscino della sedia a dondolo. O sui miei pantaloni. Ad libitum.

In tutto questo io lancio occhiate languide all’orologio, sperando che succeda il miracolo e Papo compaia sulla porta a salvare il mio già precario equilibrio mentale.

Finalmente arrivano le 18. Arriva Papo. Sentiamo le chiavi girare nella toppa e Bibo si avventa urlando sull’ignaro papone facendomi sentire di troppo. Io, che in tutta la giornata non sono nemmeno libera di andare in bagno senza avere Bibo incollato come una cozza al proprio scoglio. Tzè.

18:30: BAGNETTO. E qui tutto fila bene o male liscio come l’olio. L’acqua ci piace. L’asciugacapelli è nostro amico. Il pannolino sempre meno. Vedi alla voce cambio e ripeti come sopra.

19 in punto guai a sgarrare: CENA. Amore ho fatto il risotto. Yoyo. Mannaggia a tutte le mucche da latte del mondo.

19:30 – 20: GIOCHI CON PAPO. E sono risate assicurate.

Poi in una tirata unica abbiamo la sequenza PIGIAMA – GOCCE DI FLUORO – LETTURA DEL LIBRO PREFERITO DEL MOMENTO – ACQUA – CIUCCIO – NANNA.

Guai ad invertire i fattori perché il risultato potrebbe cambiare. Tragicamente.

Se siamo fortunati alle 21 Papo ed io crolliamo sul divano e BUONANOTTE AL SECCHIO.

E dire che, una volta, alle nove di sera, più o meno cominciavano le nostre giornate da gggggiovani leoni.

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3 thoughts on “DALL’ALBA AL TRAMONTO

  1. arianna ha detto:

    Meraviglioso! Quella che descrivi è la nostra giornata: assolutamente identica! Con qualche piccolissima variante: al posto del lego attualmente regna sovrano il POMPO (alias pongo o didò), che comunque si ritrova uniformemente distribuito su ogni superficie di casa. I totti devono essere spezzettati in 6/8 pezzi e gettati nel latte. La sveglia è faticosissima e la mattina vanno calcolati ulteriori 30 minuti di convincimenti, suppliche; ricatti, contrattazioni per alzarsi dal letto.
    Per il resto non vedo alcuna differenza con la nostra vita familiare.
    I cambi di pannolino sembrano incontri di wrestling.
    Le 18 sopraggiungono ogni giorno della settimana più lentamente e papà appare come un miraggio. Ed in ogni caso, al suo arrivo, la mamma viene congedata con un affettuoso “Via! Via!”.
    Ah…. a complicare lievemente la mia situazione da poco meno di un mese è arrivato un altro nano… con conseguenti e prevedibili crisi di gelosia, pianti, capricci aggiuntivi ecc…
    e soprattutto hai la matematica certezza che anche qualora tu ne avessi messo a letto uno… entro pochi secondi si sveglierà quell’altro!!
    È stato buffo ritrovare uno spezzone della mia vita in un post altrui. Complimenti per il blog, che inizierò a seguire.

    • mrsgombs ha detto:

      Ciao Arianna, grazie a te!
      Su POMPO mi sono fatta una sana risata, qui è il DODO’ (didò)…i bimbi che storpiano le parole…sono adorabili vero?!!?
      Per il resto, come dire, mal comune, mezzo gaudio?! Non lo so, ma comunque ti mando un abbraccio e un paio di tonnellate di caffè (deca se stai allattando, a me bastava anche solo il gesto per riprendermi un poco) e cioccolata, che sono sempre ottimi alleati.
      No dico, avete fatto anche il secondo. Credo tu sia vicina alla santità!

      Se davvero avrai voglia di seguire le nostre avventure, benvenuta a bordo! ; )

      • arianna ha detto:

        Non ti nascondo che sono giornate faticose, dove trovare dieci minuti per farsi una doccia sembra un miraggio e dove caffè e cioccolato vengono divorati in quantità industriali. Giorni a volte interminabili in cui sono entrambi malati e lamentosi e magari fuori piove…. ma iniziare a vederli interagire è meraviglioso! La grande (che poi tanto grande non è visto che ha compiuto due anni la settimana prima che nascesse il fratello ), nonostante la inevitabile gelosia nei confronti dell’usurpatore di attenzioni è dolce e premurosa verso di lui e ormai collabora per cambi pannolino e bagnetti. Lo chiama e gli parla, vuole spingere la carrozzina e cullarlo quando piange. Tutto questo con il suo buffo linguaggio, che ci strappa quotidiane risate.
        Che dire… la fatica è tanta, ma speriamo che vada a ridursi, lasciando posto alle gioie di poter condividere la vita con un fratello.
        E poi arriverà l’agognato momento in cui giocheranno e si intratterranno insieme, no????
        Intanto trangugio caffè e cioccolato.

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