LA RADIO

La radio, ma quanto piace a noi Gombi, la radio?

Un sacco. Ve lo dico chiaro e tondo. un sacco e una sporta, come si dice da noi.

La radio si accende con noi e per noi la mattina, mentre facciamo colazioni insieme e Bibo gorgheggia di “tototti” e “yoyo” (che tradotto dal Bibese sarebbero i biscotti e lo yoghurt) – sì, stiamo attraversando una fissa da yoghurt non indifferente. Se lasciassimo scegliere a lui sarebbero yo yo a colazione pranzo e cena. E merenda anche!

La radio è con noi.

Io canticchio stonata, Papo mi sfida a riconoscere le canzoni alla prima nota e Bibo tiene il tempo dondolandosi sulla sedie. Una famiglia di matti insomma.

La radio è accesa anche in bagno e l’ascoltiamo in stereo da stanza a stanza, nel nostro castello da quattromila stanze. Ironia portami via. Ormai ha completamente sostituito il televisore, che langue impolverato e occupa spazio utile con il suo sorpassato tubone catodico.

Abbiamo ovviamente una radio del cuore e un paio di giorni fa stavano chiedendo agli ascoltatori di raccontare la notte più memorabile della loro vita.

E io sono ancora qui che ci penso.

Il primo ricordo, affiorato come una bollicina, è stato quello di una notte del viaggio di nozze. Eravamo nella Death Valley e, in piena notte, saranno state circa l’una o le due, Papo ed io ci siamo ritrovati a fare bucato in una lavanderia deserta. Nessuno intorno a noi. Solo il silenzio e un immenso cielo stellato. Ci siamo sdraiati su delle panchine di legno che un pochino alla volta rilasciavano con un sospiro tutto il calore accumulato durante la giornata e siamo rimasti semplicemente lì, cullati dal rumore delle lavatrici a gettoni. Con il naso per aria a guardare la volta celeste in tutto il suo splendore. E a respirare.

Ah sì, quella è stata anche la notte in cui mi sonno innamorata. Innamorata perdutamente delle asciugatrici. Ma questa è un’altra storia.

Dico grazie alla radio, che fa da colonna sonora alle nostre giornate e ci regala sorrisi e riflessioni.

E adesso su, sputate il rospo. La vostra notte più bella?

Il/la primo/a che risponde “la prima notte in cui mio/a figlio/A ha dormito tutta la notte” vince.

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