EMILIA(NA)

Lunedì.

Uno di quei giorni che apri gli occhi e sei già in ritardo sulla tabella di marcia. Che metti giù i piedi dal letto e Bibo vuole giocare, subito, all’istante, e lui se ne frega se la spia della caffeina lampeggia in rosso con violenza al centro della tua fronte. Uno di quei giorni un po’ così insomma, che di grazia se riuscirai ad andare in bagno ed avere anche il tempo di tirare lo sciacquone.

Colazione, preparazione Razioni K (dette anche merenda di Bibo), rassetto veloce di casa alla boia d’un giuda e via, fuori dalla porta. Al lavoro. Ah no, le chiavi. Ah no, magari un bicchiere d’acqua bevilo se non vuoi morire disidratata. Ci sei. Ok. Fuori.

Macchina. Ah, la macchina…è diventata un’oasi di pace. Musica e paesaggio che scorre. In macchina, vi dirò, trovo persino il tempo di fare quella telefonata all’amica che se no chi la sente mai, o alla cugina che vive là, sui monti con Annette. Devo dire poi che a me va molto bene, per raggiungere l’ufficio sono circa 30 minuti di guida scorrevole, solo un paio di semafori e tanta, tanta campagna.

La ricca campagna della mia terra, dove le distanze sono scandite dai campanili e lo sguardo si perde su colline, vigneti e campi biondi di grano e belle speranze, che riesce a farmi sentire felice di vivere dove vivo. Oddio, ecco, una casina in Irlanda la sogno sempre, una capanna in spiaggia alle Mauritius non la disprezzerei, così come non sputerei sulle chiavi di un appartamento al Greenwich Village ma, oh, accontentarsi. Che alla fine in Emilia il bello, per trovarlo, non lo devi cercare a lungo.

A tavola, che ve lo dico a fare, è una poesia di cose buone, un trionfo di matterello e buonumore, eccellenze impareggiabili che tutto il mondo cerca di copiare. Qui in Emilia, per la strada, non si stupisce nessuno se passano motori lussuosi e rombanti accanto a trattori che sbuffano e cigolano la loro fatica. Abbiamo paesini piccoli ed ordinati che non sono mai anonimi dove ti aspetti che da un momento all’altro sbuchino Peppone e Don Camillo da sotto i portici. Abbiamo città belle ed eleganti dove perdersi tra arte, tradizione e modernità. Abbiamo a portata di mano sia il mare che la montagna. Puoi attraversare neve, grandine e pioggia nel raggio di pochi chilometri, per poi arrivare con il sole. Una volta avevamo anche la nebbia ma, boh, sembra che si sia persa per la strada.

Uscendo da casa mia, in un paio di minuti posso raggiungere il verde, imboccare una pista ciclabile che taglia per campi e frutteti, dove quando è stagione basta allungare una mano per rubare le ciliegie ancora tiepide di sole o cogliere una pesca e scappare via prima che arrivi il contadino con lo schioppo. Ditemi, non è fortuna questa?

Poi, ci sono mattine di primavera come quella di oggi, che ti lasciano la meraviglia negli occhi ed un momento di felicità nel cuore. Mattine di cieli bassi e nuvolosi, con un vento impertinente che spettina i pensieri e tu, guidando per andare al lavoro, ti guardi intorno e registri le immagini che scorrono veloci. Complici le piogge bibliche degli ultimi mesi i prati non sono mai stati così verdi, gli alberi sono già in fiore ed è un tripudio di giallo, di rosa, bianco, nuvole di leggerezza che corrono e si rincorrono fino alle montagne. Gli Appennini, familiari, rassicuranti. Là, in fondo, così vicini che ti pare ti poterli accarezzare allungando la mano.

E poi la sorpresa, la meraviglia, all’orizzonte stamattina, proprio dietro una curva, si sono alzate orgogliose le Alpi, bianche di neve, illuminate di rosa e di arancione dai raggi del sole nascente. Uno spettacolo della natura.

Allora sì, è proprio bello vivere qui.

Che poi l’altro lato della medaglia siano i comparti di produzione dell’industria delle piastrelle, l’insolenza dei clienti della Ferrari che si sentono tutti piloti di Formula 1 anche in tangenziale, anche con il limite dei 50, che ci siano le nubi pestilenti delle lavorazioni della carne e compagnia bella bhè, questa poi è un’altra storia. O meglio, un altro post.

Ma per oggi lasciatemi essere felice per un attimo, che è solo lunedì e ho finito i cioccolatini. Ciao.

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4 thoughts on “EMILIA(NA)

  1. mariellasticazzi ha detto:

    Mamma mia…devo venire a trovarvi! Deciso!

  2. marimeri ha detto:

    Vabbè allora riconsidero il mio pezzo di Emilia se parli così 🙂 e una menzione speciale all’aceto balsamico , alle tigelle e al gelato non la facciamo? Visto che in nessun altro luogo li trovi così !

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