BECAUSE THE NIGHT

Post dedicato a tutte le mamme che hanno passato la notte con una piccola, adorabile, imprescindibile ed insostituibile scimmia di mare attaccata allo scoglio  ahem, al collo.

Lo so che non sono sola, mamme e papà prima di me hanno passato o stanno passando le stesse notti di delirio ed insonnia, una dietro l’altra e, sicuramente, in numero non inferiore a quello degli accidenti snocciolati la mattina dopo, al lavoro, quando bisogna spremere le meningi, raccogliere le idee, e ricordare ben bene che c’è tutto un mondo la fuori, che va avanti ad un altro ritmo, al di la dei pannolini da cambiare e delle tettarelle smarrite. Lo so.

Ma questo non mi impedisce di essere un tantinino esaurita quando, per la milionesima notte di fila Bibo piange e vuole me, solo me, infinitamente me. Niente Papo. Solo Mamma. Che culo eh?

E allora avanti e indietro, su e giù, culla e canta, canta e culla. Fino a diventare rauca, sbattendo contro mobili e stipiti, inciampando in ogni dove, ad occhi chiusi, avanti e indietro, su e giù, culla e canta, canta e culla. Con il cervello in stand by, un po’ per risparmio energetico (noi Gombi siamo eco sostenibili eh…) e un po’ perché altrimenti potresti realizzare che Bibo ancora non è crollato dopo 40 minuti di su e giù, o metterti a fare due conti e renderti conto che, un altro poco, e la camminata per salire a S. Luca sembrerà un gioco da ragazzi, curva delle orfanelle compresa. Una volta, nelle mie peregrinazioni notturne per la casa buia, credo di aver avuto un’idea geniale del tipo “Domattina chiedo a Papo se mi monta uno ski-lift tra l’ingresso ed il bagno, giusto il percorso per cullare Bibo, così la notte mi ci appendo come un sacco di patate e mi lascio portare…” Geniale proprio eh?! No?!? Dite?! Ok. Per me invece era da brevettare. Sono incompresa. Meglio tenere il cervello in stand by allora, mi darete atto.

Ultimamente poi, Bibo è un pozzo senza fondo di muco, un anziano in miniatura che la notte non smette mai di tossire, sputacchiare, brontolare e scarcagliare. La meglio compagnia insomma. E allora, si sa (!!!) l’unica pace la si trova tra le braccia di mammà – la quale mammà, alle cinque del mattino, con il pensiero delle ore in ufficio che sono lì, ad un canto del gallo di distanza, getta la spugna e prende il piccolo moccioso nel lettone.

Quindi, non me ne voglia l’immensa Patti, ma io mi prenderei una bella licenza poetica e cambierei il ritornello di una delle sue canzoni più famose di sempre.

Cantate cone me:

BECAUSE THE NIGHT BELONGS TO…MOTHERS, BECAUSE THE NIGHT BELONGS TO US…

E se volete, ho trovato anche le magliette, qui!!!Mai sciatte, nemmeno in ciabatte (e assonnate e sporche di moccio etc etc…)

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2 thoughts on “BECAUSE THE NIGHT

  1. franka ha detto:

    come ti capiscooooo

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